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Trasferirsi in Finlandia
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Autore Discussione: Trasferirsi in Finlandia  (Letto 37790 volte)
Tuikku
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"Taidan siirtää paperini Turkuun"


« Risposta #45 inserita:: Luglio 15, 2007, 16:24:28 »

Il mio paradosso è stato lavorare al parlamento finlandese e non vedermi riconosciuto il diritto ad un ID tramite il quale pagare le tasse... la Finlandia -ahimè - è anche questo!


Capisco benissimo la tua frustrazione, però in realtà la  tua situazione non sarebbe per forza paradossale. In effetti, la parità del trattamento vuol dire anche che nelle richieste per le registrazioni della residenza tutti i contratti del lavoro con lo stesso contenuto  devono essere trattati nello stesso modo, chiunque fosse il datore del lavoro. Cioé, se il contratto del lavoro non compie certi requisiti, non può essere accettato, anche se fosse firmato dal Presidente dello Stato finlandese (che cmq è stata l'avvocato sindacalista, quindi probabilmente starebbe ben attenta al contenuto del contratto Wink).

Il fatto che le autorità richiedono  un certo tipo di contratto - che garantisce un certo stipendio e una certa durata del rapporto - per registrarti come un residente potrebbe, a detto "dell'Avvocato di casa", essere contestato, in quanto potrebbe andare contro il principio della parità del trattamento dei cittadini UE. Comunque, sembra l'UE abbia dato la  possibilità alle simili "limitazioni" ai suoi Stati Membri, e per contestarlo servirebbe una decisione della Corte Europea.

Citazione
Adesso che ce l'ho e posso pagare il 35% di tasse sono contento, perché mi sento un cittadino europeo come gli altri; quando lavoravo in nero e un altro si prendeva i miei contributi perché questo ID non me lo volevano dare, ero molto meno contento e la Finlandia non mi sembrava certo quel paradiso "del rispetto e del diritto" che qui nel forum molti ostentano di conoscere quando non ci hanno mai messo nemmeno piede.

Le difficoltà esistono DOVUNQUE ed è ovvio che ci siano, ma io sono stanco di leggere commenti esaltanti verso la Finlandia e negativi verso l'Italia da parte di persone che hanno vissuto solo in uno dei due paesi: una cosa è la libertà di opinione, un'altra è esprimere pareri del tutto infondati.

Io ho vissuto e lavorato sia in Finlandia che in Italia, e posso dire, spassionatamente, che le difficoltà incontrati da chiunque cerchi di inserirsi ad un paese straniero sono non sono mai da sottovalutare. In effetti, sono sempre stata la prima a mettere in guardia chi vuole trasferirsi in Finlandia solo per trovarci tutto  ciò che gli manca in paese d'origine, perché spesso hanno delle aspettative veramente eccessive riguardo "cambio d'aria".

Però devo dire  la percezione sulla Finladia come un paese dove vige il diritto e il rispetto non è del tutto infondato. Non nego le tue esperienze negative, ma credo che le tue delusioni siano frutto soprattutto della grande volontà di stare in Finlandia con la tua beneamata -magari accettando di lavorare in nero o con dei contratti che non ti danno, effettivamente, nessuna tutela come un lavoratore - e a qualche malintenzione. Dopo tutto, mi sembra che nel tuo caso, una volta hai seguito i consigli di un Italian, ti sei messo in regola praticamente in un giorno, nel pieno periodo vacanziero finlandese. Quindi, le regole da seguire saranno tante e a volte complicate (soprattutto a chi viene dal fuori), ma una volta le impari e le segui, fila tutto molto liscio. E almeno, quando le cose si complicano, avere giustizia sarà relativamente semplice.

Per quanto riguardano le mie esperienze personali - e ho sentito storie molto simili da altri finlandesi in Italia - da una cittadina europea alle prese con la burocrazia italiana sono tragicomiche. Comunque, probabilmente proprio per il fatto che avevo sentito certe storie prima di avviare l'iter,  ho preso quasi tutte le avversità incontrate con filosofia. Per esempio, io ho ricevuto la mia Carta di Soggiorno 9 mesi dopo di aver presentato la richiesta - completissima, con tutte le dichiarazioni dalla parte del datore di lavoro ecc. allegati a posto, però scritto sulla forma per richiesta del Permesso di Soggiorno (in italiano e inglese maccheronico) quello apposto per i cittadini comunitari non esisteva - all'Ufficio Immigrazione della Questura (aperto al pubblico una mezza giornata martedì e venerdì, e giornata intera solo mercoledì, informazione che ho dovuto cercare telefonicamente). Lo avevano rilasciato 5 giorni dopo la richiesta (per la legge italiana però si poteva temporeggiare fino a 6 mesi...), però evidentemente ci sono voluti mesi per mandarlo al Commisariato 20 km dal capoluogo. Nessuno mi ha informato dell'arrivo,  in effetti mi è toccato di telefonare al Commisariato un paio di volte. Fortunatamente all'Ufficio Imposte - dove sono stati veramente gentili e competenti, caso quasi unico negli uffici durante il mio soggiorno in Italia -  mi hanno rilasciato codice fiscale vedendo che avevo avviato la pratica in Questura, altrimenti avrei dovuto rifiutare un posto di lavoro (con i ormai consueti 5 mesi di prova, però avevo saggiamente chiesto ed ottenuto la dicitura "a tempo indeterminato" dal datore di lavoro). All'USL locale, invece, non c'era verso di farsi iscrivere senza una Carta di Soggiorno - all'epoca poi non ero informata sulla parità delle trattamento, quindi non sapevo farmi valere - quindi per quei 10 mesi ho potuto solo sperare di non ammalarmi...

Inoltre, ho avuto problemi grossisimi nel registrarmi residente in Italia. All'anagrafe non sapevano come gestire una richiesta della residenza di una cittadina comunitaria - in effetti, non sapevano nemmeno che la Finlandia fosse un paese comunitario. Io ero informatissima sull'iter, parlavo già italiano (in inglese o in tedesco non sarei arrivata da nessun parte, visto gli impiegati parlavano tutti solo ed esclusivamente italiano) decente, ma senza la persistenza di mia cognata molto abituata a sbrigare le faccende con gli impiegati comunali sarebbe stata difficile farsi valere. E in effetti, alla mia partenza è venuta fuori che la gentile signora all'anagrafe (che, fra l'altro aveva detto a mia cognata che aveva portato all'anagrafe un foglio dimenticato se non  dalla mia mano perché veramente non c'era modo di sapere "se ero quella che dicevo o un talebano) non mi aveva realmente mai iscritto all'anagrafe, e che la mia pratica non si trovava all'archivio (ho un cognome che comincia con l'H, quindi non dovrebbe essere stato troppo difficile trovare il file...). Nonnostante questo avevo addirritura preso il Patente - evidentemente le autorità che lo hanno rilasciato hanno chiesto i miei dati dalla Questura.
« Ultima modifica: Luglio 15, 2007, 17:06:10 da Tuikku » Registrato
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« Risposta #46 inserita:: Luglio 15, 2007, 22:40:11 »

Non nego le tue esperienze negative, ma credo che le tue delusioni siano frutto soprattutto della grande volontà di stare in Finlandia con la tua beneamata -magari accettando di lavorare in nero o con dei contratti che non ti danno, effettivamente, nessuna tutela come un lavoratore - e a qualche malintenzione.

Se non fosse stato per la persona che mi ha fatto lavorare in nero, che ha corso un altissimo rischio solo perché io ero e sono un suo 'parente acquisito', difficilmente sarei riuscito a essere economicamente autonomo in Finlandia. Inoltre i miei contributi li facevo versare alla mia ragazza...

Dopo tutto, mi sembra che nel tuo caso, una volta hai seguito i consigli di un Italian, ti sei messo in regola praticamente in un giorno, nel pieno periodo vacanziero finlandese. Quindi, le regole da seguire saranno tante e a volte complicate (soprattutto a chi viene dal fuori), ma una volta le impari e le segui, fila tutto molto liscio. E almeno, quando le cose si complicano, avere giustizia sarà relativamente semplice.

Non è andato proprio tutto liscio, al contrario! Diversamente non parlarerei di persone impreparate e incompetenti.

All'ufficio immigrazione della polizia la signorina continuava - nonostante le mie proteste - a ripetermi fill in the form e la form era in finlandese/svedese: non c'era la copia in inglese! Solo dopo che mi sono impuntato è andata nel 'retrobottega' da cui poi è spuntata una signora più gentile che ha capito il mio problema è ha potuto darmi indicazioni utili; fino ad allora, per 4 volte in anni diversi, a Malmi mi ero sentito ripetere solo fill in the form...
Per non parlare poi dello sportello registrazione immigrati del Maistraatti di Vantaa: non so descriverti la faccia dell'impiegata quando le ho chiesto do you speak english? Non parlava inglese! Allo sportello registrazione immigrati! In Finlandia! Mah... La successiva collega interpellata si è poi impuntata sul fatto che io non potessi registrarmi con un contratto part-time e non ne uscivamo più, finché non ho monopolizzato lo sportello, le ho detto che non mi sarei spostato di lì finché non mi dicevano come potevano e dovevano pagarmi i miei datori di lavoro e solo allora è sparita anche lei nel 'retrobottega' da cui è ritornata 15 minuti più tardi con un modulo per la registrazione temporanea, datole da chissà chi: era dunque possibile. E nessuno fino ad allora, in tutti gli uffici in cui ero stato, me ne aveva parlato! Fino a quel momento ero stato come un virus che causava un cortocircuito in un sistema abituato a ripetere sempre le stesse operazioni, e che di fronte all'imprevisto andava in tilt e mi espelleva per proteggere la propria integrità. Quando le ho chiesto cosa io avessi sbagliato a chiedere o se avessi formulato male la mia richiesta, non ha saputo rispondermi...

Cara Tuikku, in Italia o in Finlandia, siamo (stati) nella stessa barca  Wink
« Ultima modifica: Luglio 15, 2007, 22:42:51 da GeppoSeppo » Registrato
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« Risposta #47 inserita:: Luglio 16, 2007, 14:57:03 »

Cara Tuikku, in Italia o in Finlandia, siamo (stati) nella stessa barca  Wink

Sì, e la cosa importante è che siamo riusciti a metterci finalmente  completamente in regola, tu una settimana dopo che l'impiegata ha trovato la giusta forma (ma non sono scaricabili via internet o non mettono stand con le forme ?), io 9 mesi dopo che l'impiegato ha stampato la mia forma e gli allegati (e avevo fatto 8 ore di fila per arrivarci...). Wink
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« Risposta #48 inserita:: Luglio 16, 2007, 15:42:24 »

Sì, e la cosa importante è che siamo riusciti a metterci finalmente  completamente in regola

...e soprattutto che entrambi esprimiamo un parere dopo aver vissuto esperienze reali, e non sulla base di numeri, percentuali e statistiche: la ricerca della 'purezza' a tutti i costi lasciamola ai nazisti...
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« Risposta #49 inserita:: Luglio 16, 2007, 16:46:07 »

Ho appena letto dal sito della Polizia Italiana che la Carta di Soggiorno per comunitari è stata abolita, prendere la residenza in Italia sarà più facile per gli comunitari. Smiley Dal 11 aprile 2007 per i cittadini comuntari basta registrarsi residente all'Anagrafe del  Comune in cui vogliono prendere la residenza. Comunque, anche in Italia i cittadini comunitari devono dimostrare di avere in disposizione le risorse economiche sufficienti, in questo caso 5.081 euro annui.
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« Risposta #50 inserita:: Luglio 17, 2007, 11:38:49 »

Sì, e la cosa importante è che siamo riusciti a metterci finalmente  completamente in regola, tu una settimana dopo che l'impiegata ha trovato la giusta forma (ma non sono scaricabili via internet o non mettono stand con le forme ?), io 9 mesi dopo che l'impiegato ha stampato la mia forma e gli allegati (e avevo fatto 8 ore di fila per arrivarci...). Wink
sì ce l'avete fatta a sistemarvi però con una bella diversità di tempi...il che non è da sottovalutare, e questo mi fa sì fare paragoni con l'italia.
Io ho sempre parlato bene della Finlandia perchè chi ci ha lavorato me ne ha sempre parlato bene, non ha mai trovato intoppi burocratici.
Poi lo so bene che anche in Finlandia non è tutto perfetto, sennò non sarebbero esseri umani ovvio. Roll Eyes
non sono il tipo che parla tanto per parlare geppo, mi spiace per te che hai trovato tutti quegli intoppi, io la conosco da turista, ma ho detto la mia avendo pareri positivi da persone che conosco. e che hanno vissuto sulla loro pelle l'esperienza lavorativa.
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« Risposta #51 inserita:: Luglio 18, 2007, 11:29:01 »

2) se hai un contratto di lavoro che va bene a chi lo esaminerà, allora ti sarà permesso di registrarti presso la polizia per il permesso di soggiorno permanente, oppure - se lavorerai per meno di 6 mesi - presso il Maistraatti della città dove risiederai; quindi otterrai un ID finlandese e potrai finalmente pagare le tue tasse; se lavori meno di 6 mesi non hai diritto a nulla, pagherai il 35% in tasse del tuo stipendio mensile, ma niente sussidio: io sto così, se poi resterò in Finlandia più a lungo E SOPRATTUTTO con un contratto di lavoro come dicono all'ufficio di polizia, potrò pagare una percentuale di tasse più bassa; se poi otterrò anche il permesso di residenza permanente dalla polizia - sempre grazie al contratto di lavoro che deve piacere a loro - allora avrò diritto a sussidio e a tutti i servizi che hanno i cittadini finlandesi.

Quindi, tu al momento staresti pagando lähdevero, che viene posto ai lavoratori stagionali che non hanno il pieno dovere di pagare le tasse, verovelvollisuus, in Finlandia. Dovessero poi, ultimamente, contribuire a 75 % o più dei tuoi guadagni annui, ti faranno ritornare le tasse sovrastante al percentuale consueto. Visto che coi tuoi guadagni attuali il percentuale sarebbe molto probabilmente intorno ai 10-12 %, ti potrebbe aspettare un bel regalino dalla parte di Verotoimisto in novembre 2008. Wink

http://www.vero.fi/nc/doc/download.asp?id=2873;148737

Altrimenti, dovessi tornare in Italia, potresti sempre essere "rimborsato" visto il trattato sulle tasse che c'è fra la Finlandia e l'Italia.

« Ultima modifica: Luglio 18, 2007, 12:05:03 da Tuikku » Registrato
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« Risposta #52 inserita:: Luglio 18, 2007, 13:16:54 »

Visto che coi tuoi guadagni attuali il percentuale sarebbe molto probabilmente intorno ai 10-12 %, ti potrebbe aspettare un bel regalino dalla parte di Verotoimisto in novembre 2008. Wink

Altrimenti, dovessi tornare in Italia, potresti sempre essere "rimborsato" visto il trattato sulle tasse che c'è fra la Finlandia e l'Italia.

Da quello che mi hanno detto nei vari Verotoimisto, non mi spetterà un bel niente in nessun caso, vista la natura di questa 'flat tax', creata apposta per i lavoratori a breve termine... ma ho imparato ormai che quello che mi dicono negli uffici ha davvero poco valore  Wink

Vorrei poi rispondere a un mp pubblicamente, perché credo possa interessare altri: per mia esperienza personale, so che in Finlandia contano davvero poco attestati di formazione, diplomi, lauree, specializzazioni e quant'altro se non sono corredate dall'esperienza. Qui vogliono sapere cosa sai fare, e mi riferisco alla pratica. E' ovvio che per dottorati di ricerca o impieghi in ambito accademico la situazione cambia un po' e lì i titoli di studio contano.
Un'altra considerazione: si è parlato molto, ultimamente, del surplus di formazione esistente in Finlandia, per cui ci sarebbero molti laureati e poca forza lavoro. Io lavoro in una specie di cartiera e da quello che mi è stato detto diversi giovani sono andati e venuti da quel posto perché non 'piace', e non lavoravano certo part-time come me, quindi i loro stipendi erano ben diversi dal mio. Inoltre nello stesso edificio ci sono 4-5 ditte per piano, di varia natura, e vi assicuro che né in giro né in mensa ho notato una forte presenza giovanile, anzi.
Quindi: se si conosce un minimo di lingua (condizione essenziale, io non potevo parlare inglese sul mio posto di lavoro!) e si vuole lavorare, qualcosa alla fine salta fuori. Ma come ho già detto in altri miei interventi, nel lavoro pratico scordatevi la favola dell'inglese che vi porta dappertutto: il finlandese è essenziale.
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« Risposta #53 inserita:: Luglio 18, 2007, 17:22:39 »

Ma come ho già detto in altri miei interventi, nel lavoro pratico scordatevi la favola dell'inglese che vi porta dappertutto: il finlandese è essenziale.
L'unico lavoro in cui l'inglese puo' bastare e' nel settore IT, in quanto la domanda di personale valido e' alta e l'offerta bassa (affermazione basata su quello che vedo accadere tutti i giorni nell'azienda in cui lavoro).
Pero' come ha detto Geppo l'esperienza conta tantissimo ed e' impossibile attribuirsi competenze che non si hanno, i colloqui tecnici sono solitamente fatti da persone di altissimo livello.
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« Risposta #54 inserita:: Luglio 19, 2007, 11:28:39 »

Da quello che mi hanno detto nei vari Verotoimisto, non mi spetterà un bel niente in nessun caso, vista la natura di questa 'flat tax', creata apposta per i lavoratori a breve termine... ma ho imparato ormai che quello che mi dicono negli uffici ha davvero poco valore  Wink

Sí, ma è così nel tutto il mondo, e non solo nei Verovirasto finlandese. Vale veramente la pena di cercare e se necessario (in Finlandia del solito non lo è, visto gli ottimi siti degli enti da dove sono scaricabili i depliant) chiedere l'informazione per l'iscritto. 

Poi, da una adetta customer service - anche se nel settore privato -  secondo nel questo caso le impiegate hanno anche fatto  bene, visto che nel caso il lavoratore straniero è nel paese solo per 4-6 mesi, l'eventuale "tax refund" spetta alle autorità del paese dell'origine. Visto che non possono possibilmente conoscere le pratiche relative al "tax refund" nei tutti e 50 paesi del mondo con cui la Finlandia ha la convenzione, è inutile fare speculazzione su quello che possa o non possa succedere nel altro paese.

Citazione
Vorrei poi rispondere a un mp pubblicamente, perché credo possa interessare altri: per mia esperienza personale, so che in Finlandia contano davvero poco attestati di formazione, diplomi, lauree, specializzazioni e quant'altro se non sono corredate dall'esperienza. Qui vogliono sapere cosa sai fare, e mi riferisco alla pratica. E' ovvio che per dottorati di ricerca o impieghi in ambito accademico la situazione cambia un po' e lì i titoli di studio contano.

Su questo concordo pienamente. Da noi il titolo di studio ha un significativo relativo. Evidentemente chi vorrebbe fare un medico deve essere laureato in Medicina, e chi vuole fare l'avvocato in Giurispudenza. Ma altrimenti conta molto di più, anche per i lavori cosìddetti "altamente qualificati", quello che si ha realmente studiato (in Finlandia gli studenti universitari studiano una materia principale, in cui si prepara la tesi, e da uno a tre materie supplementari) e le esperienze lavorative maturate anche durante gli studi.

Inoltre, vorrei dire che in Finlandia è importante poter verificare l'esperienza lavorativa con un työtodistus. È un attestato rilasciato dal datore di lavoro in cui si specifica, nella forma più semplice,  la durata del rapporto del lavoro e le mansioni svolte. In Finlandia il datore del lavoro è obblicato di rilasciarlo per la legge, quindi lo richiedono anche da chi viene dal fuori.

Citazione
Un'altra considerazione: si è parlato molto, ultimamente, del surplus di formazione esistente in Finlandia, per cui ci sarebbero molti laureati e poca forza lavoro.

In realtà il problema non è così semplice.

Iniziattutto bisogna fare una distinzione fra i laureati dall'Yliopisto, cioé le Università vere e propria, e dall'Ammattikorkeakoulu, cioé i Politecnici. Mentre un ingegnere laureato dall'Università - i quali sono a numero chiuso e ricevono fondi non per il numero di posto studio però quello dei laureati -  troverà un posto del lavoro probabilmente già mentre sta studiando, un ingegnere laureato dall'Ammattikorkeakoulu - i quali sono, in teoria, a numero chiuso, però i quali ricevono fondi per il numero degli studenti - avrà problemi maggiori.

Secondo, bisogna fare distinzioni fra le Facoltà e le Università. Laureati da quelle "forti" (la medicina in primis, la giurispudenza, però anche il Kauppakorkeakoulu di Helsinki) trovano sempre un impiego senza troppe difficoltà. Se invece uno ha scelto di studiare l'Antropologia o la Linguistica Finnougrica è evidente che avrà molto meno scelta fuori l'ambito accademico. Wink

Terzo, bisogna tenere in conto che ci sono delle differenze regionali. Per esempio, un teologo che ha deciso di rimanere nella zona capitolana dopo la laurea, avrà sicuramente meno scelta che chi è disposto di spostarsi a Pohjois-Karjala.

Inoltre, fra 5- 10 anni direi la situazione sarà, di nuovo, drammaticamente diversa, visto che andranno in pensione i suuret ikäluokat, cioé i baby boomer finlandesi nati negli anni della dopoguerra. A quel punto non si cercherà disperatamente solo degli operai, ma anche dei giudici, dei medici, degli architetti...

Citazione
Io lavoro in una specie di cartiera e da quello che mi è stato detto diversi giovani sono andati e venuti da quel posto perché non 'piace', e non lavoravano certo part-time come me, quindi i loro stipendi erano ben diversi dal mio. Inoltre nello stesso edificio ci sono 4-5 ditte per piano, di varia natura, e vi assicuro che né in giro né in mensa ho notato una forte presenza giovanile, anzi.

Se i giovani lasciano il lavoro che non "piace", vorrà, comunque, in maggior parte dei casi,  dire che hanno trovato qualcosa di meglio, non che fossero dei "scansafatiche". A differenza di quello che credono spesso lavoratori alla soglia del pensione che hanno lavorato con lo stesso datore del lavoro per 40 anni, pochi lasciano il lavoro per fare sosiaalipummi, quindi per vivere con i sussidi, visto che bastano comunque solo per il minimo indispensabile. 

In effetti, dove lavoro io- Dipartimento Servizi per l'Aziende di una grande azienda delle telecomunicazioni - la presenza "giovanile" è spiccatissima. Direi che 25-30 % degli dipendenti ha meno di 25 anni. Certo che c'è grande mobilità, però i miei giovani colleghi che ci hanno lasciato sono andati via appunto perché hanno trovato qualcosa di meglio.

Citazione
Quindi: se si conosce un minimo di lingua (condizione essenziale, io non potevo parlare inglese sul mio posto di lavoro!) e si vuole lavorare, qualcosa alla fine salta fuori.


Sicuramente, la domanda essenziale però è di avere mezzi economici sufficienti per vivere prima che questa "qualcosa" salti fuori - dalla mia diretta esperieza posso dire che fuori la zona Capitolana poi spesso tocca di aspettare mesi - e anche dopo, visto che spesso quella "qualcosa" comunque non permette di arrivare a fine mese senza il sostegno.

Citazione
Ma come ho già detto in altri miei interventi, nel lavoro pratico scordatevi la favola dell'inglese che vi porta dappertutto: il finlandese è essenziale.

Concordo pienamente. A meno che si riesce a trovare un posto da esperto di qualche campo ad una multinazionale, sapere il minimo  della lingua del paese in cui si lavora è sempre essenziale.
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« Risposta #55 inserita:: Luglio 19, 2007, 13:06:39 »

Se i giovani lasciano il lavoro che non "piace", vorrà, comunque, in maggior parte dei casi,  dire che hanno trovato qualcosa di meglio, non che fossero dei "scansafatiche". A differenza di quello che credono spesso lavoratori alla soglia del pensione che hanno lavorato con lo stesso datore del lavoro per 40 anni, pochi lasciano il lavoro per fare sosiaalipummi, quindi per vivere con i sussidi, visto che bastano comunque solo per il minimo indispensabile. 

Non volevo certo dire che fossero scansafatiche!

Se hai letto thread precedenti a questo - e ce ne sono tanti - avrai notato che una richiesta ricorrente da parte di molti utenti del forum è la segnalazione di lavori tipo lavapiatti, facchino, etc. Secondo me è importante far notare che di lavoro simile ce n'è tanto in Finlandia: basta mettersi a studiare la lingua, avere una buona copertura economica per il primo periodo (che, come dici tu, può essere anche abbastanza lungo) e avere la giusta dose di buona volontà nell'affrontare il tutto.
Se non si sanno queste cose, si resta con l'idea che la Finlandia offra tutto gratis, della serie il paese di Cuccagna, come avrai notato se avrai letto ancora post oltre a questo: servizi sociali, corsi di lingua, di formazione, casa, etc.

Non è così.

Se si arriva con un contratto di lavoro dall'Italia (del tipo di cui è stato già discusso ampiamente) sarà semplice ottenere un certo tipo di agevolazioni, altrimenti si resterà nel 'limbo' dell'Uomo senza passato di Kaurismaki Wink - giustamente a spese proprie - finché non si avranno tutte le carte in regola.
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« Risposta #56 inserita:: Luglio 19, 2007, 14:31:32 »

Non volevo certo dire che fossero scansafatiche! Se hai letto thread precedenti a questo - e ce ne sono tanti - avrai notato che una richiesta ricorrente da parte di molti utenti del forum è la segnalazione di lavori tipo lavapiatti, facchino, etc. Secondo me è importante far notare che di lavoro simile ce n'è tanto in Finlandia: basta mettersi a studiare la lingua, avere una buona copertura economica per il primo periodo (che, come dici tu, può essere anche abbastanza lungo) e avere la giusta dose di buona volontà nell'affrontare il tutto.

Sì, in effetti ho letto questi messaggi sia qui che da Italiansonline, praticamente inondato dagli italiani decisi di cambiare le loro vite trasferendosi in Finlandia (o qualche altro paese dietro l'arcobaleno). Mentre so che in Finlandia - o meglio nella zona Capitale, perché già nelle città come Turku, Tampere e Oulu c'è meno lavoro, e soprattutto meno mobilità lavorativa - è, in effetti, possibile arrangiarsi facendo lavapiatto, facchino ecc., senza qualche aggancio nel paese e/o un capitale iniziale di almeno 2-3 mila euro è comunque veramente difficile arrangiarsi.

In effetti, chi arriva in Finlandia "per cominciare da zero" incontra, prima ancora del lavoro e della burocrazia il problema dell'alloggio. Senza un indirizzo fisso in Finlandia, e meglio nella città in cui si cerca lavoro, in effetti è difficile essere presi nemmeno in considerazione per i lavori più semplici. Nel questo punto bisogna è che il mercato immobiliare finlandese non funziona come quella italiana. L'offerta degli appartamenti in affitto è esponentale rispetto all'Italia,  però gli appartamenti sono, in generale, più piccole rispetto agli appartamenti italiani. Per questo da noi non esiste, o quasi, la consueta figura italiana delle "affittacamere". Superato la fase studentesca poi è difficile trovare pure un conquilino, visto che la stragrande maggioranza dei finlandesi non accoppiati preferisce di affittare un monolocale o un bilocale piuttosto di condividere un appartamento più grande.

Quindi, un italiano volentoroso di "cominciare da zero" in Finlandia, iniziattutto dovrebbe affittare una casa, e questo non sarà, vi posso  assicurare, tanto facile senza un contratto di lavoro e/ o mezzi considerevoli. Basta pensare che per affittare un monolocale minuscolo di 20 metro quadri non immobiliato - in effetti, a differenza dell'Italia negli appartamenti in affitto finlandesi del solito si trova pronta solo la cucina -  a Helsinki serviranno come minimo 450 euro mensili più l'anticipo di due mesi per capire quanto possano volare via i soldi subito.
« Ultima modifica: Luglio 19, 2007, 14:43:00 da Tuikku » Registrato
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Oma maa mansikka; muu maa mustikka


« Risposta #57 inserita:: Luglio 20, 2007, 00:50:39 »

Quindi, un italiano volentoroso di "cominciare da zero" in Finlandia, iniziattutto dovrebbe affittare una casa, e questo non sarà, vi posso  assicurare, tanto facile senza un contratto di lavoro e/ o mezzi considerevoli. Basta pensare che per affittare un monolocale minuscolo di 20 metro quadri non immobiliato - in effetti, a differenza dell'Italia negli appartamenti in affitto finlandesi del solito si trova pronta solo la cucina -  a Helsinki serviranno come minimo 450 euro mensili più l'anticipo di due mesi per capire quanto possano volare via i soldi subito.
A Roma con quella cifra (450 euro) potresti prendere solo una stanza in affitto (spese escluse).Per i monolocale si va dalle 600 in su (più spese). Smiley

Inoltre, vorrei dire che in Finlandia è importante poter verificare l'esperienza lavorativa con un työtodistus. È un attestato rilasciato dal datore di lavoro in cui si specifica, nella forma più semplice,  la durata del rapporto del lavoro e le mansioni svolte. In Finlandia il datore del lavoro è obblicato di rilasciarlo per la legge, quindi lo richiedono anche da chi viene dal fuori.

Se come dice Robyf i colloqui sono molto tecnici, dovrebbe essere facile verificare l'esperienza accumulata.
Inoltre se ho capito bene un työtodistus corrisponde alla nostra lettera di referenze.Quindi immagino che un datore di lavoro italiano dovrebbe rilasciare un lettera di referenze in lingua inglese.Mi sembra improbabile... al massimo rilascerà una lettera di referenze in lingua italiana.
« Ultima modifica: Luglio 20, 2007, 00:58:17 da nalleG » Registrato

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« Risposta #58 inserita:: Luglio 20, 2007, 07:14:46 »

A Roma con quella cifra (450 euro) potresti prendere solo una stanza in affitto (spese escluse).Per i monolocale si va dalle 600 in su (più spese). Smiley

Parlo di un monolocale di 20 metri quadri o meno, le spese escluse (anche se il riscaldamento normalmente viene incluso all'affitto). Per i monolocali/bilocali di 30 metri quadri si arriva già alle cifre romane - i quali, comunque, sono parecchio sostenuti rispetto gli affitti milanesi. Bisogna però che una volta tolti i costi dell'affitto tutto sommato sostenuti rispetto l'Italia si spende circa 20 % in più per gli alimentari, fino a 50 % in più per i trasporti (soprattutto  treni), 30-50 % in più per l'intrattenamento (escluso gli happy hour delle discoteche  Cheesy), 20-30 % in più per l'abbigliamento. Quindi, dalla diretta esperienza direi che  per vivere più o meno  decentemente da single servono come minimo 1000 euro mensili netti nelle città minori, 1200 a Helsinki. E facendo un lavoro part-time pagato sui 7,50 euro all'ora (la media nei certi campi) semplicemente non si arriva.

Citazione
Inoltre se ho capito bene un työtodistus corrisponde alla nostra lettera di referenze.Quindi immagino che un datore di lavoro italiano dovrebbe rilasciare un lettera di referenze in lingua inglese.Mi sembra improbabile... al massimo rilascerà una lettera di referenze in lingua italiana.

Non esattamente. Iniziattutto le referenze non hanno alcun valore legale, mentre työtodistus finlandese lo ha. Nel caso voi lavorate in Finlandia, il vostro datore del lavoro deve darvi työtodistus. Non può assolutamente negarvene anche se non fosse soddisfatto del vostro rendimento. Addirrittura, se verrà smarrito o distrutto, il datore del lavoro ha l'obblico di rilasciare una nuova fino a 10 anni alla cessione del rapporto del lavoro. Secondo, nel työtodistus non è necessario fare alcun riferimento al vostro rendimento.

Per quanto riguarda la lingua, non credo che avere le referenze in italiano costituisca un problema. Basta che sono scritte sulla carta intestata o hanno la stampa ufficiale del datore del lavoro con la ragione sociale e l'indirizzo e che si può avere qualche idea della durata del rapporto. Io comunque sono stata capace di "strappare" un työtodistus finlandese dal mio datore del lavoro italiano di lunga durata.
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« Risposta #59 inserita:: Marzo 29, 2008, 13:18:19 »

Secondo voi seguendo i corsi di finlandese per stranieri organizzati in Finlandia si può raggiungere un livello almeno sufficiente di conoscenza della lingua?
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