Un gruppo di ecoattivisti di Greenpeace ha assaltato un carro che trasportava materiali metallici per la costruzione di una nuova cartiera della societá finlandese
Botnia, nei pressi della cittá uruguayana di Fry Bentos. Gli ambientalisti accusano la futura cartiera di inquinare il Rio Uruguay, specialmente per mezzo delle sostanze usata nel processo di sbiancamento della cellulosa, e quindi, di deteriorare l'ecosistema del fiume.
Ma un manager della Botnia, Kaisu Annala, si difende: «La valutazione di impatto ambientale prodotta dall’impresa dimostra che vi saranno effetti minimi sulla qualità del fiume Uruguay, bassi livelli di emissioni atmosferiche e di odore, e un rilevante incremento dell’occupazione».
In effetti, la Botnia (e anche la societá spagnola
Ence) ha ottenuto il permesso ad operare in quella zona da parte delle autoritá uruguayane.
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