Io un poco ho viaggiato... non dico di essere un "conoscitore del mondo", però almeno in 4 paesi ci sono stato, e per "stato" non intendo di essere andato a fare il turista ma di averci speso almeno qualche mese, averci lavorato, ecc.
La mia convinzione personale è che le persone, alla fine, ragionino e si comportino in maniera sostanzialmente simile da tutte le parti, e che le differenze evidenti, quelle che si notano subito, sono in realtà un po' superficiali.
Direi quindi che in Finlandia come in qualunque altro paese siano in atto gli stessi meccanismi psicologici che regolano il rapporto con lo straniero in qualunque paese, compresa l'Italia.
Com'è visto lo straniero? Dipende dallo straniero in sé, da come si integra, dalla provenienza, dai pregiudizi culturali diffusi dai media del posto, e infine dalla persona in sé che giudica.
Devo dire che qui, mi pare, il pregiudizio che il finlandese (o lo scandinavo in generale) sia piú onesto degli altri è abbastanza forte. Molti non comprano prodotti stranieri (io e qualche altro, in effetti, stavo pensando ad aprire un'attività di importazione on line proprio per i molti che vorrebbero ordinare a prezzi scontati ma non si fidano di compagnie cinesi o simili), e molti lavano solo la frutta e verdura di importazione straniera quando la comprano al supermercato

Nella pratica, comunque, devo dire che questo non influenza molto il modo in cui ti trattano. Io vivo qua da quasi cinque anni, e non ho avuto la sensazione di essere discriminato per la mia provenienza. Sí, alcune piccole cose ci sono state, ma son cose che ti puoi aspettare ovunque. Lo so bene, visto che sono stato praticamente straniero sempre e ovunque (sono per metà ceco e per metà italiano, e chi vuole non fa fatica a vedermi come uno slavo ceco in italia o uno "zingaro" italiano in rep.ceca). Onestamente, però, ritengo che le vere discriminazioni siano altre. L'insofferenza verso il diverso esiste, ma con la cultura globale di oggi lo straniero non è poi cosí "diverso", ma una cosa normale. Personalmente devo dire di aver appreso molto di piú sul come la gente si rapporta alle diversità grazie alla mia DSPS (un raro e poco conosciuto disturbo del sonno per cui i ritmi biologici sono alterati, e ho bisogno di dormire la mattina mentre non riesco ad addormentarmi sino a notte fonda) che non dal fatto di aver vissuto da straniero (in Finlandia o altri paesi).
Dipende poi dalla provenienza. Se tu fossi russo, puoi star certo di trovare ostilità o fastidio. Ma l' italiano non mi sembra visto con particolare diffidenza. Anzi, l'Italia desta molta curiosità, la lingua piace, la cultura pure. Ad esempio, io insegno (tra l'altro) italiano e ceco in corsi on line. Di italiano faccio corsi anche sul posto tramite l' università popolare perché c'è molto interesse, mentre col ceco è impossibile perché non se ne frega nessuno.

Quindi, anzi, direi che l'italiano è uno degli "stranieri" preferiti!
Infine, dipende molto da quanto ti integri, parli la lingua, conosci la cultura, ecc... Anche questa non la vedo come una discriminazione, ma una condizione necessaria all' estero. È inevitabile, magari al di là delle intenzioni delle persone, sentirsi un poco emarginato se vedi le persone intorno conversare, ridere, arrabbiarsi, e tu non capisci nulla di quanto accade. Poi non credere al pregiudizio che nel norde-europa tutti parlano inglese, quindi se non conosci il finlandese è arduo comunicare, farsi conoscere, apprezzare, e in ultima istanza anche accettare.
Ma questo vale ovunque. Come è visto in italiano uno straniero che non parla la lingua, magari non ha lavora, e magari si prende anche qualche soldo da sussidi sociali?